Tecnologia per il golf di nuova generazione.
La filosofia nella mia Academy non è quella di insegnare un metodo rigido. Un approccio di questo tipo, infatti, può risultare ottimo con alcuni allievi ma assolutamente non efficace con altri. Direi piuttosto che utilizzo un sistema. Il mio sistema è particolare nel senso che cerco di lasciare spazio alle differenze individuali dove risulti possibile. Ci sono in effetti modi differenti per ottenere uno swing efficiente. Ogni giocatore è diverso e i parametri da considerare sono davvero molti. Costituzione fisica, età, mobilità, anni e frequenza di gioco , obiettivi, coordinazione e esperienze in altri sport sono alcune delle variabili principali di cui devo tenere conto per riuscire a ottenere buoni risultati con chiunque. Devo però sempre tenere a mente i fondamentali di base: movimento del corpo e azione del bastone. Questi due elementi possono essere talvolta eseguiti in maniera differente ma risultare comunque buoni e garantire al giocatore un risultato soddisfacente. Questi movimenti devono però rientrare in quelle che definisco ‘zone sicure’ e cioè dei passaggi non propriamente convenzionali che sono comunque stati usati in passato da giocatori di grande successo. Fuori da queste ‘zone’ però, praticamente nessuno nella storia del golf ha avuto successo. Le cose che cerco di cambiare immediatamente sono per esempio un set up scadente oppure una discesa verso la palla fuori dal piano ideale. Quelle che cerco immediatamente di cambiare sono quelle che chiamo le ‘zone No’, movimenti del corpo o del bastone che sono molto lontane dalle ‘ zone del successo‘ e producono soltanto risultati disastrosi. Applico questo sistema indistintamente con giocatori di ogni livello, dai giovani professionisti a caccia di gloria ai giocatori amateur di qualsiasi hcp. Per quanto riguarda questi ultimi cerco sempre di osservare le capacità fisiche, soprattutto in termini di mobilità.
Sovente i giocatori cercano di effettuare uno swing di un certo tipo ma il loro corpo non è preparato quindi il risultato sperato non è raggiungibile. A questo proposito mi avvalgo della collaborazione con un personal trainer esperto di golf che li può guidare con un percorso ad hoc a migliorare il fisico per poter poi migliorare la tecnica dello swing. Sono anche consapevole del fatto che ogni giocatore possa migliorarsi notevolmente soltanto adottando una posizione sulla palla più corretta e un grip che consenta alla faccia del bastone di ritornare più dritta all ‘impatto. Questi sono aspetti che riguardano solamente il pre-swing e hanno spesso il potere di far migliorare il volo di palla immediatamente. Fatte queste premesse voglio ora spiegare la procedura che utilizzo per ogni lezione. È abbastanza semplice e si può riassumere in 3 passaggi. 1. Cosa sto facendo. 2 cosa dovrei fare. 3 come faccio il cambiamento? Il punto 1 è l analisi del movimento. Molto spesso i giocatori non hanno un quadro chiaro di quello che fanno realmente in uno swing. L’analisi video qui è fondamentale, abbinata ai numeri forniti dal radar sul volo della palla e sui vari movimenti del bastone. 2. Ritengo molto utile avere una immagine ben definita di quello che si vuole fare. Aiuta molto osservare i movimenti corretti fatti dai migliori giocatori al mondo. Scelgo sempre un modello da imitare, spesso un giocatore nel cui swing la parte che si cerca di migliorare sia molto evidente. Mettendo su video allievo e modello si può evidenziare in modo netto la differenza nel punto dello swing che si cerca di modificare. 3. Uso metodi differenti per arrivare al risultato desiderato. Principalmente esercizi semplici o sensazioni , movimenti a velocità ridotta , spesso senza la palla e a volte senza il bastone quando lavoro sulla postura o sul movimento del corpo. Lavorare indoor permette all’allievo di concentrarsi completamente sul gesto ed è un ottimo sistema per migliorare la tecnica.
